
Addio città sul fiume di Antonio Rubino – RECENSIONE

Carissimi Book Lovers, oggi vi parlo di una raccolta di racconti "Addio città sul fiume", in collaborazione con l'autore Antonio Rubino.
Scheda Tecnica
TITOLO: Addio città sul fiume
AUTORE: Antonio rubino
GENERE: Racconti
PAGINE: 137
DATA DI PUBBLICAZIONE: 25 Luglio 2024
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Trama
La raccolta si divide in due parti: “i racconti lunghi” e “i racconti brevi”.
Nella prima parte abbiamo l'adolescente Marta che deve dare l' addio alla sua "città sul fiume", da cui prende il nome la raccolta, Paolo e l'avventura che lo conduce in Etiopia con il piccolo Asnake, Carlo e il suo viaggio nostalgico nella terra di origine della nonna in "La madonna di Montelupo", ed infine "Le due nostre notti", originale racconto tra presente e futuro.
Per i racconti brevi abbiamo il mistero di un bambino seienne che si perde alla "Sagra della noce", un anziano vedovo che scopre qualcosa di sbalorditivo sperimentando fenomeni spaziotemporali, un padre di famiglia frustrato che ha in mente un'idea geniale che potrà ribaltare le sorti della sua infelice vita, ed infine la giovanissima maratoneta Syianda, la gara della sua vita e l'amore infinito per la sua mamma.
Il filo conduttore di questi racconti è uno spiccato slancio introspettivo che i diversi personaggi, molto diversi tra loro, mostrano al lettore.
Il genere cui fa riferimento la raccolta è la narrativa letteraria, anche se in alcuni casi l'autore inserisce elementi che possono ricondursi al genere gotico (in “La Sagra della Noce”) o fantascientifico (in "Le due nostre notti" e "Sindrome della eco radiotelevisiva).
Quello che accomuna ogni racconto è la presenza di una grande frustrazione iniziale che ispira un grande sogno, e seppure i racconti siano intrisi di un intimismo a tratti malinconico, viene fuori sempre qualcosa di inatteso, raro e prezioso, che resta ai personaggi, e sperabilmente al lettore.
Questa è una raccolta di racconti che scava nell’animo umano con uno sguardo attento e poetico, capace di trasformare la malinconia in bellezza e la perdita in scoperta.
Divisa in due parti, i racconti lunghi e i racconti brevi, l’opera ci accompagna attraverso un viaggio fatto di addii, sogni, desideri inespressi e piccoli miracoli che, in un modo o nell’altro, cambiano per sempre l’esistenza dei protagonisti.
La prima parte della raccolta ci introduce a personaggi che, in modi diversi, si trovano di fronte a svolte decisive nelle loro vite.
Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, Marta è un’adolescente costretta a dire addio alla città che l’ha vista crescere. Il fiume diventa il simbolo del tempo che scorre inesorabile, della separazione tra passato e futuro. La delicatezza con cui Rubino descrive il suo sguardo malinconico è disarmante: un addio che pesa come una sentenza, ma che porta con sé anche il germe di una nuova consapevolezza.
Paolo, invece, intraprende un viaggio fisico e interiore, un’esperienza che lo porta lontano geograficamente, ma ancora più distante da se stesso. L’incontro con il piccolo Asnake in Etiopia non è solo il cuore del racconto, ma anche un momento di svolta che trasforma il suo modo di vedere il mondo.
Carlo è un uomo che torna alla terra d’origine della nonna, in un viaggio che è insieme esplorazione e nostalgia. Montelupo non è solo un luogo fisico, ma un pezzo di memoria collettiva e familiare che si svela davanti ai suoi occhi. La narrazione assume qui una dimensione quasi sacrale, in cui il passato sembra sussurrare al presente attraverso le pietre delle case, i volti della gente, i rituali di una comunità che resiste al tempo.
Questo è forse il racconto più originale della sezione, in cui Rubino mescola il realismo con elementi di fantascienza. Due notti, due tempi diversi che si sovrappongono, creando un gioco narrativo affascinante che invita il lettore a riflettere sul destino, sulle possibilità e sulle scelte che segnano la nostra esistenza.
Se la prima parte della raccolta ci regala viaggi e trasformazioni profonde, la seconda parte è una collezione di istantanee incisive e sorprendenti, in cui Rubino sperimenta con generi diversi, spaziando dal gotico alla fantascienza, senza mai perdere il suo tratto distintivo: l’introspezione emotiva.
Ogni racconto è una porta aperta su un frammento di vita, un’emozione sincera, un momento che si fa eterno nella memoria del lettore.
Questa non è solo una raccolta di storie. È un mosaico di esistenze, un flusso di sentimenti e pensieri che, come il fiume, continua a scorrere dentro di noi anche dopo aver chiuso il libro.